All’inizio, seguire una dieta può sembrare sorprendentemente semplice. Questo periodo, spesso chiamato “luna di miele” della dieta, è caratterizzato da un elevato entusiasmo e motivazione. Molti trovano più facile aderire strettamente alle nuove abitudini alimentari perché i risultati immediati, come la perdita di peso rapida, forniscono una gratificazione visibile e immediata.

Inoltre, la novità del regime alimentare e il chiaro insieme di regole da seguire possono rendere il processo meno complesso. Questi fattori combinati contribuiscono a un’esperienza iniziale generalmente positiva e motivante.

 

 

Poi, però, le buone intenzioni iniziano a scemare. Perché, come spesso ripeto all’interno delle mie guide, il percorso di perdita di peso non è mai lineare. E, ovviamente, per poter consolidare un cambiamento la sola volontà non sarà sufficiente.  

Così, accade che possano verificarsi delle ricadute nelle vecchie abitudini, trascurando il regime alimentare equilibrato da poco intrapreso.

Vediamo allora, nei prossimi paragrafi, come gestire queste ricadute, a partire dalla causa primaria: il rapporto col cibo.

Le ricadute nel percorso di dimagrimento

Immagina il dimagrimento come un viaggio attraverso una foresta fitta, priva di segnali. Ogni passo ti avvicina alla meta, ma è naturale inciampare o prendere una direzione sbagliata di tanto in tanto. Le ricadute, in questo contesto, non sono fallimenti, ma semplicemente parti di un iter complesso e non lineare.

Invece di adottare una mentalità del “tutto o niente”, dove un solo passo falso potrebbe sembrare un disastro, è essenziale riconoscere ogni “deviazione dal percorso” come un’opportunità di apprendimento.

Quando si verifica una ricaduta, invece di arrendersi, è utile analizzare cosa l’ha scatenata, imparare da essa, e poi continuare con maggiore consapevolezza. Questo approccio, più gentile e flessibile, aiuta a costruire resilienza e adattabilità, rendendo il viaggio non solo più sostenibile ma anche più gratificante a lungo termine.

Ultimamente stai mangiando alimenti altamente calorici troppo frequentemente? Potrebbe essere perché li hai esclusi dalla tua dieta con troppa fretta. Considera l’idea di reintrodurli occasionalmente, in quantità moderate, in quanto come amo ripetere non esistono alimenti “buoni” o “cattivi”, ma semplicemente alimenti.

Inoltre, è possibile che gli obiettivi posti siano attualmente troppo ambiziosi. È utile prendersi un momento per riflettere sulle cause di questo ostacolo, anziché lasciare che ti scoraggi al punto da rinunciare a tutto.

A volte, prima di proseguire, è necessario fermarsi e rimodulare gli obiettivi. Il motivo è molto semplice, te lo spiegherò nel prossimo paragrafo.

Dieta e atteggiamento mentale

Concentrarsi esclusivamente sul dimagrimento quando si ha un rapporto disfunzionale con il cibo può essere controproducente. Questo approccio rischia di esacerbare i problemi anziché risolverli, poiché può portare a cicli di restrizioni alimentari severe seguite da abbuffate, generando stress e sentimenti di fallimento.

Un approccio più equilibrato è focalizzarsi su uno stile di vita funzionale e sulle abitudini, piuttosto che sulla sola perdita di peso. Questo aiuta a stabilire un rapporto più sano con il cibo e supporta il benessere psicologico oltre a quello fisico.

Quindi, in presenza di continue ricadute, una soluzione pratica potrebbe essere quella di fermarsi e rimodulare gli obiettivi. Per esempio, con il metodo SMART, supportati da un professionista della salute mentale, sarà possibile delineare mete specifiche, rilevanti e alla tua portata, riducendo le probabilità di ricadere nelle vecchie abitudini.

A volte, quindi, è necessario lavorare sulle basi e cementare solide fondamenta, sulle quali costruire un futuro sostenibile nella perdita di peso.

Adottare un approccio troppo rigido nel perseguire risultati può trasformare ogni piccola deviazione in una percezione di fallimento. Invece, considerare il proprio percorso verso il benessere come un viaggio di apprendimento può essere molto più costruttivo. Le difficoltà incontrate lungo la strada non dovrebbero essere viste solo come ostacoli, ma come opportunità per acquisire nuova consapevolezza e competenze.

È importante, inoltre, mantenere un dialogo aperto con i professionisti che ti accompagnano. Questi momenti di confronto possono offrire supporto e orientamento, permettendoti di adattare e affinare le tue strategie in modo più efficace e personalizzato.

Il supporto psicologico per gestire le ricadute durante la dieta

Il supporto psicologico può giocare un ruolo cruciale nel gestire le ricadute durante un percorso di dieta, offrendo strumenti per comprendere e modificare i comportamenti alimentari.

La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, aiuta a riconoscere e cambiare i pensieri distorti legati all’alimentazione, facilitando il controllo degli impulsi verso il cibo nei momenti di stress o disagio emotivo. Inoltre, un terapeuta può assistere nel rafforzare l’immagine corporea e l’autostima, elementi spesso critici in chi lotta con il peso.

Attraverso sessioni regolari, non solo è possibile prevenire le ricadute, ma soprattutto incentivare una trasformazione più profonda del rapporto con il cibo, sostenendo un cambiamento duraturo verso abitudini funzionali. 

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