Quella emotiva è una forma di fame non legata alla necessità fisiologica di nutrirsi, ma risulta legata a stati emotivi come ansia, stress, tristezza o noia.

Le persone che ne soffrono tendono a mangiare in eccesso ed a scegliere cibi ad alta densità calorica. L’ingestione di cibi altamente gratificanti viene utilizzata come modalità per gestire emozioni che altrimenti sfuggirebbero al nostro controllo.

Sia chiaro: a tutti noi può capitare di gratificarci col cibo per noia o a causa di eventi particolarmente stressanti. Il problema insorge quando ricorriamo a tale modalità in maniera sistematica per gestire emozioni e/o eventi spiacevoli.

Ricorrere a tali modalità è molto frequente quando la persona non ha gli strumenti per gestire in modo attivo i propri stati d’animo. La fame emotiva può portare a problemi di salute, come, per esempio, un aumento di peso incontrollato nonché una relazione malsana con il cibo.

Nella guida di oggi esploreremo le cause e i rischi della fame emotiva. Vedremo come si manifesta, qual è la differenza tra fame fisiologica ed emotiva ed infine ti fornirò 5 consigli generali su come sviluppare una relazione sana col cibo.

Quali sono le cause della fame emotiva?

La fame emotiva è favorita da una combinazione di fattori, tra cui stress, ansia, tristezza, noia, solitudine ed altre emozioni e sensazioni spiacevoli. Spesso le persone utilizzano il cibo come  modo per mitigare o gestire queste emozioni, anche se questa strategia dà scarsi risultati.

Inoltre, alcune persone possono avere una vulnerabilità emotiva su base biologica o una storia di disturbi alimentari che contribuiscono all’insorgenza della fame emotiva.

Inoltre, una dieta squilibrata o la mancanza di un’adeguata educazione alimentare possono contribuire alla fame emotiva. Ad esempio, se una persona non assume cibo sufficientemente nutriente, potrebbe sentirsi costantemente affamata, anche se non sperimenta una fame fisiologica.

Per prevenire la fame emotiva, è importante imparare a gestire le emozioni spiacevoli in modi funzionali, adottare un’alimentazione equilibrata e praticare un’attività fisica regolare. Inoltre, è importante sviluppare una buona relazione con il cibo, evitando di utilizzarlo come un meccanismo di coping per le emozioni spiacevoli. Oltre alle cause, una delle tematiche sulle quali le persone si interrogano riguarda le manifestazioni. Scopriamole insieme.

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Come si manifesta la fame emotiva?

La fame emotiva può manifestarsi in diversi modi, come:

  1. Mangiare in eccesso o fuori dai pasti: spesso le persone che soffrono di fame emotiva tendono ad esagerare anche quando non hanno necessità di ingerire nutrienti (per esempio, appena dopo un pasto canonico o a tarda sera dopo cena).
  2. Sensazione di vuoto o insoddisfazione dopo aver mangiato: dopo aver consumato un pasto, le persone che soffrono di fame emotiva possono sentirsi ancora vuote o insoddisfatte, anche se hanno appena mangiato. Per gestire tale problema, tenderanno a voler ancora più cibo.
  3. Difficoltà a smettere di mangiare: le persone che soffrono di fame emotiva possono avere difficoltà a smettere di mangiare anche quando non hanno più fame.
  4. Mangiare in segreto o di nascosto: le persone che soffrono di fame emotiva possono sentirsi in colpa o vergognarsi del proprio comportamento alimentare e quindi tendono a consumare alimenti gratificanti di nascosto.
  5. Pensare costantemente al cibo: le persone che soffrono di fame emotiva possono pensare costantemente al cibo e a come procurarselo.

In generale, la fame emotiva può manifestarsi in modo diverso per ogni persona che non ha sviluppato abilità e strategie utili a gestire le emozioni spiacevoli. Così, in balìa dello stress e dell’ansia, l’unico modo che si ha a disposizione rimane il cibo. Tali modalità, come vedremo nel prossimo paragrafo, possono portare a rischi per la salute sia fisica che mentale.

I rischi più frequenti associati alla fame emotiva possono essere:

  1. Aumento di peso: mangiare in eccesso o fuori dai pasti può portare a un aumento di peso, anche consistente, con tutti i rischi per la salute che ne conseguono, come malattie cardiache, diabete e pressione alta.
  2. Problemi di salute mentale: la fame emotiva può essere legata a problemi di salute mentale come ansia, depressione e stress o a legata a problemi di immagine corporea..
  3. Problemi di digestione e malattie gastrointestinali: ingerire quantità di cibo elevate o assunte troppo velocemente può sfociare in problemi di digestione o difficoltà gastrointestinali come il reflusso acido ed il bruciore di stomaco.
  4. Disturbi alimentari: la fame emotiva può essere un fattore di rischio per i disturbi alimentari come la bulimia nervosa ed il binge eating disorder (BED).

Per prevenire questi rischi, è importante imparare a gestire le emozioni spiacevoli in modi funzionali, adottare un’alimentazione equilibrata e praticare un’attività fisica regolare. Inoltre, è importante sviluppare una buona relazione con il cibo, evitando di utilizzarlo come un meccanismo di coping per gestire le emozioni spiacevoli.

In caso di problemi di fame emotiva e mancata aderenza ad una dieta sana, sarà fondamentale contattare un professionista della salute mentale come uno psicologo.

Sì, perché, nonostante in teoria fame fisiologica e fame emotiva siano molto diverse, nella pratica non è scontato riuscire a distinguerle. Uno psicologo potrà aiutarti a distinguere le due cose fino ad arrivare ad insegnarti le skills ideali per gestire le tue emozioni in autonomia

Differenze tra fame fisica e fame emotiva

La fame fisiologica è un segnale del corpo che indica la necessità di mangiare per fornire energia e nutrienti al corpo. La fame emotiva, invece, riguarda il desiderio di mangiare per fronteggiare emozioni spiacevoli caratterizzate anche da un elevato livello di ansia e/o stress.

In generale, la fame fisiologica si manifesta – a grandi linee – con una sensazione di vuoto nello stomaco ed una diminuzione dell’energia, mentre la fame emotiva si manifesta improvvisamente come un desiderio specifico per determinati cibi o un’eccessiva quantità di cibo.

La prima può essere soddisfatta con un pasto equilibrato e salutare, la seconda si soddisfa spesso con cibi palatabili, ricchi di grassi e zuccheri, che possono essere gratificanti ma non nutrizionalmente equilibrati.

Inoltre, la fame fisica si manifesta in modo graduale, mentre la fame emotiva può essere improvvisa e intensa. La fame fisica tende ad aumentare durante l’arco della giornata ed a diminuire dopo aver mangiato, mentre la fame emotiva può essere presente anche dopo aver appena mangiato.

Per distinguere tra fame fisica e fame emotiva, è importante prendersi del tempo per riconoscere le proprie emozioni e capire se stiamo mangiando perché siamo veramente affamati o perché stiamo cercando di gestire emozioni spiacevoli.

Il rapporto col cibo può essere difficile per molteplici fattori, alcuni dei quali risiedono… nella nostra testa.

Come sviluppare un rapporto più sano con gli alimenti?

Come si può sviluppare una relazione sana col cibo

Nell’introduzione di questa guida ti ho promesso 5 consigli su come sviluppare una relazione sana col cibo, gestendo gli attacchi di fame emotiva. Per dimostrarti che mantengo le promesse, eccoli qua:

  1. Prenditi cura della tua salute mentale: la relazione con il cibo è spesso strettamente legata allo stato emotivo. Sviluppare skills e conoscere strategie per fronteggiare i “momenti no” legati all’alimentazione è fondamentale se vuoi gestire la fame emotiva.
  2. Sviluppa una maggiore consapevolezza del cibo: prenditi il tempo per mangiare lentamente e concentrarti sui sapori, i profumi e la consistenza del cibo che stai consumando.
  3. Non giudicare il cibo come “buono” o “cattivo”: tutti i cibi hanno un posto nella dieta equilibrata.
  4. Sviluppa una rete di supporto: condividere le esperienze e i progressi con amici e familiari può aiutare a mantenere l’impegno e la motivazione.
  5. Sii paziente e gentile con te stessa: il cambiamento richiede tempo e non ci saranno solo successi. Cerca di essere gentile con te stesso e non scoraggiarti se ci sono momenti di down.

Tale processo può essere particolarmente complesso e sicuramente richiederà tempo ed impegno. Affidarsi ad un professionista qualificato ti fornirà una marcia in più e ti permetterà di raggiungere i tuoi obiettivi in minor tempo.

Ricapitolando, la fame emotiva è spesso legata alle emozioni, non tanto alla fame fisiologica. La gente sovente utilizza il cibo per gestire le emozioni spiacevoli, e, così facendo, aumenta di peso e/o mette a rischio la propria salute. La supervisione di un esperto psicologo può essere utile per contrastare la fame emotiva ed a aderire alla dieta perché aiuta a comprendere e gestire i motivi alla base del comportamento alimentare.

Infatti tale professionista può aiutarti ad identificare i pensieri, le emozioni e le situazioni che scatenano la fame emotiva ed a sviluppare strategie per gestirli in modo più efficace. Ad esempio, possono essere insegnate tecniche di gestione dello stress per gestire i momenti di difficoltà in modo più funzionale, senza ricorrere al cibo.

In sintesi, la supervisione di un esperto può essere utile per aderire alla dieta perché aiuta a comprendere e gestire i motivi alla base del comportamento alimentare ed a sviluppare strategie utilissime in situazioni che scatenano attacchi di fame incontrollata.

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