Obesità e depressione: due volti della stessa medaglia, in grado di influenzarsi reciprocamente. Due condizioni che, pur essendo clinicamente distinte, mostrano un’intrecciata e complessa relazione, che può gravare notevolmente sulla salute fisica e psicologica di chi ne è affetto.

Nel corso della mia formazione e della mia esperienza clinica come psicologa specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale, ho approfondito il legame esistente tra le due.

 

 

 

L’obesità è una condizione medica che va ben oltre il semplice sovrappeso o una questione estetica; essa è caratterizzata da un accumulo eccessivo di grasso corporeo che può avere un impatto negativo sulla salute in vari modi, aumentando il rischio di progressione di determinate altre malattie (diabete di tipo due, patologie muscolo-scheletriche, e molte altre condizioni cliniche che approfondiremo in seguito).

A sua volta, la depressione è altresì una condizione psicopatologica, un disturbo dell’umore che colpisce la capacità di una persona di vivere al meglio la propria quotidianità. Nel nostro viaggio di comprensione di questi disturbi, è cruciale riconoscere che la loro connessione è profondamente multifattoriale.

Infatti, non solo l’obesità può aumentare il rischio di sviluppare depressione, ma la depressione può altresì portare a un aumento del peso corporeo o interferire con esso. Esaminiamo in dettaglio i meccanismi sottostanti, a partire da alcune semplici definizioni.

Che cos’è l’obesità?

L’obesità è una condizione medica caratterizzata da un eccesso di grasso corporeo che impatta negativamente sulla salute psico-fisica. L’Associazione Americana degli Endocrinologi Clinici (AACE) e l’American College di Endocrinologia (ACE) hanno proposto nuovi criteri per la classificazione dell’obesità, prima basata unicamente sull’Indice di Massa Corporea (IMC), secondo cui una persona era definita affetta da obesità a partire da un IMC uguale o maggiore di 30. L’idea alla base era quella di superare la semplice distinzione tramite IMC per effettuare diagnosi maggiormente utili al sistema sanitario.

L’IMC, infatti, potrebbe risultare “fuorviante” in determinati casi. Per esempio, individui con elevata massa muscolare, come gli atleti o le persone che si allenano intensamente, possono avere un indice di massa corporea elevato che li collocherebbe nelle categorie di sovrappeso o obesità, nonostante abbiano una percentuale di grasso molto bassa. 

La diagnosi di obesità viene data seguendo due criteri: la valutazione della massa corporea, incluse le misure antropometriche correlate all’etnia e la gravità delle complicazioni obesità correlate. Lo stadio delle complicazioni può essere usato come guida per la scelta di modalità ed intensità di trattamento. Le cause di tale patologia possono essere molteplici e includono fattori genetici, ambientali e comportamentali. Tra questi, un’alimentazione eccessivamente calorica, una vita sedentaria e alcune condizioni mediche o farmaci possono contribuire significativamente all’aumento di peso.

L’obesità è associata a una serie di problemi di salute. Per esemplificare, possiamo citarne alcune:

  • Patologie respiratorie (asma, apnee notturne);
  • Patologie cardiovascolari (ipertensione, infarto);
  • Patologie muscolo-scheletriche (artrosi, sindrome di Blount);
  • Patologie gastrointestinali (reflusso gastroesofageo);
  • Patologie neurologiche (ictus, ipertensione emicranica);
  • Patologie psicologiche (disturbi del comportamento alimentare, depressione)

Soffermiamoci sull’ultimo punto: come abbiamo accennato in precedenza, l’obesità può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, portando anche a difficoltà psicologiche, tra le quali appunto la depressione.

Che cos’è la depressione?

La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da sentimenti persistenti di tristezza, perdita di interesse per le attività quotidiane e una serie di sintomi fisici e cognitivi. Questa condizione può variare in gravità e durata, influenzando profondamente la vita di chi ne soffre.

Le cause della depressione sono complesse e includono fattori genetici, biologici, ambientali e psicologici. Spesso, si tratta di un risultato di una combinazione di questi fattori.

Tale psicopatologia può avere un impatto devastante sulla vita di una persona, influenzando negativamente le relazioni, il lavoro e la salute fisica. È associata a sintomi come stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e, in casi estremi, pensieri suicidari.

Il legame tra obesità e depressione

Recenti ricerche hanno rivelato che l’obesità modifica l’equilibrio dei neurotrasmettitori nel cervello, inclusi quelli responsabili della regolazione dell’umore, come la serotonina e la dopamina. Queste alterazioni possono predisporre le persone all’insorgenza di depressione e disturbi dell’umore.

Inoltre, l’obesità è spesso associata a livelli elevati di citochine pro-infiammatorie, che possono influenzare negativamente il cervello e alterare i percorsi neurochimici, influenzando il tono dell’umore.

Uno studio del 2018 pubblicato nella rivista scientifica ” Brain, Behavior, and Immunity” supporta l’ipotesi che l’infiammazione sistemica nei pazienti obesi sia collegata a una maggiore prevalenza di sintomi depressivi.

Questo suggerisce che la gestione dell’infiammazione potrebbe essere un punto di intervento per migliorare sia l’obesità sia la depressione.

Oltre i fattori fisiologici, come abbiamo accennato in precedenza, il “peso sociale” dell’obesità non è da sottovalutare.

L’esperienza di stigma e discriminazione può essere devastante e contribuire significativamente all’insorgenza della depressione. Questi sentimenti di esclusione e giudizio possono portare a isolamento sociale, bassa autostima e altri sentimenti negativi che alimentano la spirale dell’umore depresso.

Approcci terapeutici

La gestione combinata di obesità e depressione richiede una strategia terapeutica integrata che affronti sia i sintomi fisici sia quelli psicologici.

Interventi di supporto psicologico e psicoterapia, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), si sono dimostrati efficaci nel rompere questo ciclo. La CBT aiuta a identificare e modificare i pensieri e i comportamenti negativi legati all’alimentazione e all’attività fisica, contribuendo a migliorare sia i sintomi depressivi che il controllo del peso.

Come avrai compreso, depressione e obesità sono entrambe influenzate da abitudini di vita. La depressione può ridurre la motivazione all’esercizio fisico e portare a scelte alimentari che privilegiano cibi ad alto contenuto calorico, a causa del loro effetto temporaneamente gratificante sul cervello. Allo stesso modo, l’obesità può limitare la capacità di partecipare a attività fisiche, creando un ciclo vizioso che impedisce la perdita di peso e aggrava l’umore depresso.

Data la mia formazione come psicologa specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale, so bene che affrontare la depressione in presenza di altre malattie può sembrare scoraggiante. In generale, convivere con una patologia cronica come il diabete di tipo 1, sindromi metaboliche o in presenza di condizioni cliniche come l’obesità, può essere vissuto come problematico

Ricorda però che, come ho affermato anche parlando di ansia, dalla depressione si può guarire.  Esistono strategie efficaci per apprendere la gestione dell’umore, come le prima citate. Il supporto del giusto professionista è indispensabile per comprendere appieno e superare le difficoltà che la vita ci pone.  

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