“Ogni volta che mi trovo di fronte a una situazione stressante, come una presentazione importante al lavoro, sento l’ansia crescere e il mio stomaco chiudersi. In queste occasioni, provo un blocco totale: non riesco a mangiare nulla, anche se provo a costringermi. Ogni tentativo di ingoiare anche solo un piccolo boccone mi causa una sensazione di pesantezza e fastidio, quasi come se il mio stomaco si rifiutasse di accettare cibo…”

Lo sappiamo: l’ansia chiude lo stomaco. È una sensazione comune a molti, quella di perdere l’appetito durante episodi di tensione acuta, o in procinto di eventi importanti.

 

 

Come abbiamo visto in altri contesti, parlando di fame nervosa, il cibo può offrire conforto ed energia nel momento del bisogno. In alcuni casi, tuttavia, l’impatto psicofisico dell’ansia può portare a una mancanza di desiderio di mangiare o a difficoltà nell’ingerire cibo.

Per comprendere come funzioni, e quanto il supporto psicologico possa essere utile in questi casi, è necessario chiedersi… cosa succede allo stomaco, durante periodi di forte ansia percepita?

Quando l’ansia ti toglie l’appetito… e molto altro

L’interazione tra ansia e appetito inizia con una reazione fisiologica che abbiamo già citato in precedenza, chiamata risposta di “lotta o fuga”. Tale reazione prepara il corpo a reagire rapidamente a situazioni percepite come minacciose o pericolose.

Durante questa risposta, alcune funzioni del corpo che non sono immediatamente necessarie, come la digestione, vengono messe in pausa. Il risultato è che l’appetito diminuisce perché il corpo sta convogliando energia e risorse verso funzioni vitali, come aumentare la frequenza cardiaca e la respirazione, che sono più essenziali per la sopravvivenza.

Inoltre, l’ansia protratta nel tempo può rappresentare un ostacolo per il sistema digestivo più in generale, causando sintomi come nausea, indigestione o irritabilità dello stomaco, che possono rendere l’attività di mangiare fisicamente scomodo e poco attraente.

L’ansia può anche influenzare il comportamento alimentare in modi indiretti. Ad esempio, il pensiero ansioso può portare a preoccupazioni eccessive, che distraggono dalla fame o dall’interesse per il cibo. In alcune persone, l’ansia può anche portare a comportamenti evitanti o restrittivi riguardo al cibo, come parte di un tentativo più ampio di controllare o gestire sentimenti pesanti.

In simili situazioni, noi percepiamo un fastidio fisico, che può essere affrontato con l’utilizzo di farmaci. Molto spesso, tuttavia, per una risoluzione, sarà necessario agire direttamente sul problema, e non avvalersi di palliativi. Se quella sensazione di “stomaco chiuso” fosse generata da ansia eccessiva, una buona prassi sarebbe quella di apprendere strategie e metodi utili per imparare a gestirla.

Ansia, stomaco chiuso e supporto psicologico

Affrontare la perdita di appetito legata all’ansia può essere un processo difficile, se non si hanno gli strumenti giusti per farlo. Esistono diverse tecniche che possono tornare utili, come la pratica della mindfulness, l’esercizio fisico regolare, la meditazione e una dieta bilanciata e via dicendo. Tuttavia, se ti trovi spesso a lottare contro l’ansia che impedisce una normale alimentazione e ostacola il tuo benessere quotidiano, potrebbe essere il momento di cercare supporto professionale.

Come psicologa specializzata nella gestione dell’ansia e nelle difficoltà legate al rapporto col cibo, offro supporto personalizzato e strategie su misura per ritrovare il controllo e la serenità nella tua vita quotidiana.

Molti si sono affidati a me in un percorso verso un benessere duraturo e una migliore qualità di vita. Chiaramente, ognuno è differente, e non esistono le soluzioni semplici. Anche il supporto psicologico richiederà, da parte tua, impegno e dedizione. Contattami per intraprendere il tuo percorso con me: dall’ansia si può guarire.

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